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Se non ami, non hai un vero motivo per vivere.Dopo “La voglia che non vorrei” che ha avuto un grandissimo successo, ecco il secondo singolo da “Cambio direzione” che ha venduto oltre 70mila copie dalla sua uscita raggiungendo la status di disco di platino. Nek si conferma per l’ennesima volta una realtà della musica italiana, che ha un discreto successo anche all’estero. La canzone è ispirata all’inno d’amore di San Paolo: La vita, se non si ha qualcuno con cui condividerla, significa davvero poco. “Se non ami, non hai un vero motivo per vivere…” .Ecco una slide con la canzone ed a seguire il testo testo: Puoi decidere le strade che farai puoi scalare le montagne oltre i limiti che hai potrai essere qualcuno se ti va ma se non ami se non ami non hai un vero motivo motivo per vivere se non ami non ti ami e non ci sei se non ami non ha senso tutto quello che fai puoi creare un grande impero intorno a te costruire grattaceli e contare un po’ di più puoi comprare tutto quello che vuoi tu ma se non ami se non ami non hai un vero motivo per vivere se non ami non ti ami e non ci sei se non ami se non ami non hai il senso delle cose più piccole le certezze che non trovi e che non dai l amore attende e non è invadente e non grida mai se parli ti ascolta tutto sopporta crede in quel che fai e chiede di esser libero alle porte e quando torna indietro ti darà di più se non ami se non ami tutto il resto sa proprio di inutile se non ami non ti ami non ci sei… senza amore noi non siamo niente mai… INNO ALLA CARITA' (San Paolo ai Corinzi) " Se anche parlo le lingue degli uomini e degli angeli, ma non ho la carità, sono un bronzo sonante o un cembalo squillante: E se anche ho il dono della profezia e conosco tutti i misteri e tutta la scienza; e se anche possiedo tutta la fede, si da trasportare le montagne, ma non ho la carità, non sono niente. E se anche distribuisco tutte le mie sostanze, e se anche dò il mio corpo per essere bruciato, ma non ho la carità, non mi giova a nulla. La carità è magnanima, è benigna la carità, non è invidiosa, la carità non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità; tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine; le profezie scompariranno: il dono delle lingue cesserà; la scienza svanirà; conosciamo infatti imperfettamente e imperfettamente profetizziamo. Ma quando verrà la perfezione sarà abolito ciò che è imperfetto. Quando ero bambino parlavo da bambino, pensavo e ragionavo da bambinio. Ma quando mi sono fatto adulto ho smesso ciò che era da bambino. Adesso vediamo come in uno specchio, in immagine, ma allora vedremo faccia a faccia. Adesso conosco in parte, ma allora conoscerò perfettamente,come perfettamente sono conosciuto. Ora esistono tre cose: la fede, la speranza e la carità; ma la più grande di esse è la carità." nella tua scala di valori che spazio trova l’amore, la capacità di donarti?
Renato Zero in "Il dono" - 2005
Discussione su Voglio trovare un senso...................
Pubblico di nuovo questo articolo, per gli studenti della IIIa A (grazie a tutti)
Da quando esistono l’uomo e il mondo esistono anche la realtà del bene e del maleNato
a Milano, laureato in chimica ma con una grande passione per la musica,
Alex era una vera e propria promessa della canzone italiana, fino a che
il 13 Aprile 2002, a seguito di un incidente stradale, ha perso la
vita. Dopo la sua scomparsa è stato pubblicato l’album “Semplicemente”,
un’antologia contenente 11 brani noti e tre inediti, in cui
l’autore/interprete affronta temi come l’amore, la speranza, a voglia
di cambiare le cose. Male che fa male (Alex Baroni) Male che fa male - Alex Baroni
ascolterai una preghiera i figli tuoi, chiedono amore sai, ci sentirai, cosi' vicino a te. Vite a meta', cuore indeciso che, la direzione non ce l'ha il bene e il male non lo sa dov'e'. libera noi da questo male cosi' lontano da te
“Dio se ci sei, con i dolori tuoi, ascolterai una preghiera”: a chi nella vita non è mai capitato di dire una preghiera a Dio, soprattutto in un momento difficile, in una situazione di prova, in un momento di dubbio?... La preghiera nasce là dove sperimentiamo il limite della nostra natura, del nostro essere creature fragili e quindi bisognose di una luce e di un aiuto che ci possono venire solo dall’altro. E’ indice chiaro della nostra apertura a Dio, ed è inscritta nel nostro DNA. Tutte le grandi religioni hanno nella preghiera l’espressione più alta della loro esperienza spirituale. Pregando stabiliamo il filo diretto con Dio, accorciamo le distanze con lui, sperimentiamo un profondo senso di pace. “i figli tuoi, chiedono amore sai”: la grande novità della rivelazione cristiana è l’averci svelato un nuovo rapporto con Dio. Non più soggetti sottomessi a un Dio che fa paura, non più dei numeri ma figli che vivono una relazione d’amore con un Dio che ha il volto di un Padre, che ci ama a tal punto da renderci partecipi della sua stessa vita divina con la morte/resurrezione del suo figlio Gesù. E cosa i figli possono chiedere a un padre se non l’amore? Quell’amore spesso negato, calpestato, incompreso e sottinteso che a volte sperimentiamo nella nostra vita. “vite a metà, cuore indeciso che la direzione non ce l’ha/gente che va, senza pensarci su”: nella vita di tutti i giorni, può capitare di perdere quel punto di riferimento che ci orienta nelle azioni quotidiane, per cui viviamo senza una direzione ben precisa, trascinati dagli eventi. Invece di vivere ci lasciamo vivere, consegnando il nostro tempo all’inedia e alla passività. Così a lungo andare sperimentiamo che la vita stessa diventa un peso, perdiamo l’entusiasmo, la capacità di apprezzare il positivo che c’è nelle cose, nelle persone, negli avvenimenti. “il bene e il male non lo sa dov’è: quando viene a mancare quel punto fermo che è Dio, anche la nostra vita morale, le nostre scelte e i nostri comportamenti quotidiani non sono più guidati da una chiara coscienza di ciò che è bene e di ciò che è male. Il grande problema della nostra epoca è proprio l’aver perso questa coscienza! E’ il cosìdetto “relativismo etico”: non esistono più norme oggettive riconosciute da tutti, ma ognuno è criterio a se stesso, si costruisce le proprie “norme” a seconda della circostanza e della propria convenienza. Il problema, allora, è quello di ricostruire il giusto rapporto tra esigenza morale/valori normativi e scelte dell’individuo che vive la sua situazione esistenziale in un contesto particolare. In ogni scelta non c’è soltanto in gioco la mia libertà ma anche quella dell’altro con cui mi relaziono. Per cui se la mia scelta/azione rispetta anche la libertà/dignità dell’altro ed è in conformità al valore morale oggettivo può dirsi giusta. “Male che fa male, tu lo puoi fermare/male che fa male tu non vuoi… libera noi da questo male”: da quando esistono l’uomo e il mondo esistono anche la realtà del bene e del male. Con la nostra libertà noi siamo ogni giorno chiamati a scegliere tra queste due possibilità così diverse e opposte tra loro: male infatti significa “morte”, bene significa “vita”. La rivelazione biblica a riguardo è chiara: “ PONGO OGGI DAVANTI A TE LA VITA E IL BENE, LA MORTE E IL MALE… SCEGLI DUNQUE LA VITA, PERCHE’ VIVA TU E LA TUA DISCENDENZA” (cf Dt 30, 15-19). C’è quindi un male che è causato da noi, dalle nostre scelte sbagliate e un male che subiamo, causato dagli altri. Il primo può essere eliminato con una conversione della nostra libertà e della nostra coscienza. Il secondo con il nostro impegno a non rispondere al male con il male e a impegnarci in prima persona a fare il bene. Dio ci dà certo l’aiuto ma non può risolvere i problemi con la bacchetta magica… sarebbe troppo comodo per noi! E poi dove andrebbe a finire la nostra libertà? “lasciati parlare/lasciati cercare/lasciati vedere e guarda noi”: nell’esperienza religiosa l’illusione più grande è credere che siamo noi a cercare Dio. In effetti è Dio a cercare noi. Siamo, perciò, noi che dobbiamo lasciarci cercare e trovare da Lui! Nella parabola della pecora perduta (Lc 15, 4-7) è proprio Dio che si mette alla ricerca dell’uomo. E’ sempre Lui a prendere l’iniziativa… Con noi Dio gioca sempre in anticipo!
PER RIFLETTERE: Che cos’è per te la preghiera? Durante la giornata ti riservi spazi di tempo per pregare? Come vivi il tuo rapporto con Dio? àHai dei punti fermi nella tua vita? Per te cos’è il bene e il male? Come ti poni davanti al male? Come lo combatti? Ti lasci cercare e trovare da Dio? «Tutti abbiamo un po’ di traffico nell’anima ed è per questo che siamo alla ricerca continua di risposte…»Una riflessione di una ragazza sulle domande del Liga
Dio non è poi così lontano, ma è “più intimo a noi che noi stessi”MA CHE RAZZA DI DIO C’E’ NEL CIELO?
Roberto Vecchioni è cantautore e laureato in lettere antiche all’Università Cattolica di Milano, insegnante di latino e greco nei licei classici. Ha anche pubblicato libri di poesie e racconti e un romanzo. Nel suo Album “Il lanciatore di coltelli”, egli intesse un dialogo generazionale tra padri e figli con la voglia di guardare la realtà per cercare di capirla dal di dentro. Il tema di Dio, anch’esso incombente in questo album, è affrontato con l’occhio critico non di un ateo, ma di uno che cerca la risposta alle domande fondamentali dell’esistenza.
L'infinito silenzio sopra un campo di battaglia quando il vento ha la pietà di accarezzare;
“L’infinito silenzio sopra un campo di battaglia…”: è la realtà assurda e triste della guerra con cui l’uomo di ogni epoca ha dovuto fare i conti. Anche oggi assistiamo impotenti a focolai di guerre che si sviluppano in ogni angolo del nostro pianeta. L’esperienza ci insegna che spesso la guerra nasce là dove finisce il dialogo, e che i nazionalismi, fondati sul mito del più forte, accecano la ragione. Ma la guerra non risolve i problemi, anzi, li esaspera creando una serie di reazioni a catena che continuano a portare solo morte e distruzione fomentando ancor più l’odio. “l’inspegabile curva della moto di un figlio che a vent’anni te lo devi già scordare”: le statistiche ci dicono che oggi ogni anno alcune centinaia di giovani muoiono per incidenti su strada dovuti all’eccesso di velocità, per stato di ubriachezza, per aver assunto droghe o per pura casualità. E quando una giovane vita si spezza è davvero un dramma per la sua famiglia che rimane profondamente segnata da questa disgrazia e sempre si chiede perché?. “Aprire gli occhi e morire in un fruscio di farfalla neanche il tempo di una ninna nanna”: anche le cosiddette “morti bianche” interrogano la nostra coscienza. Quanti bambini muoiono ogni giorno per fame, per malattie o vittime innocenti di violenze inaudite! “Ma che razza di Dio c’è nel cielo?... Ma che razza di guitto mascherato da Signore sta giocando col nostro dolore?: davanti a questi drammi nasce spontanea la domanda: Ma Dio dov’è? Perché permette queste cose? O, almeno, perché non interviene per raddrizzarle? Dio non è certamente un pagliaccio che assiste indifferente davanti al dolore. Lascia l’uomo libero di scegliere tra il bene e il male ma gli chiede anche di assumersi tutte le responsabilità delle sue scelte. La guerra, la violenza sono sempre causate dall’egoismo umano. Davanti al dolore Dio non ci chiede di vendicarci, ma ci invita a denunciare i mali con le armi non violente del dialogo e della ricerca della verità, ed anche a perdonare e ad impegnarci in prima persona a costruire un mondo diverso. Dio non è un mago che risolve sempre tutti i problemi con la sua bacchetta magica! Al riguardo, nella Bibbia, c’è un bellissimo libro che varrebbe la pena leggere e racconta la storia di un uomo di nome Giobbe, che fa l’esperienza del dolore: perde tutte le sue ricchezze, la sua famiglia, sperimenta l’abbandono degli amici e l’isolamento, si ammala gravemente, e dopo aver sfogato la sua rabbia verso Dio – che ritiene responsabile di tutto ciò -, capisce che deve solo compiere un abbandono fiducioso nella fede rimettendo tutto nelle mani di Dio. Solo allora la sua vita cambia. Il dolore fa parte della vita di ogni uomo, e comunque rimane sempre un mistero. Un mistero a cui Gesù, però, ha dato un senso. Coinvolgendosi pienamente in esso attraverso la sua morte in croce Egli ci ha insegnato a vivere il dolore come offerta per un mondo nuovo, perché è sempre dal dono di sé che nasce la vita. “non capirci più niente nel viavai di messia discesi in terra per semplificare”: davanti al problema del dolore si sono attivati anche molti “santoni”, sedicenti messia e creatori di sètte che danno le loro risposte in diverse direzioni: o ignorano il problema, o lo evadono (anche con l’assunzione di droghe) o incitano a ribellioni violente (attraverso la forma passiva del suicidio e di quella attiva dell’omicidio). “e a quest’assurda preghiera di parole, musica, colori, che Gli continuiamo a mandare, non c’è nessuna risposta”: a volte abbiamo la sensazione che Dio rimanga insensibile e distante dai problemi che ci affliggono e ci tormentano. Ma è nella “pedagogia di Dio” rispondere con il silenzio perché vuole che siamo noi a tirare fuori tutte le risorse possibili, le nostre potenzialità per cominciare a cambiare il mondo. Vuole che anche noi facciamo la nostra parte. Il resto lo farà Lui. Ogni preghiera, ogni lacrima versata arriva sempre al cuore di Dio, solo che i tempi di risposta a volte sono un po’ lunghi… sono i tempi di Dio!. “Ma chi è l’altro Dio che ho nel cuore? Ma che razza d’altro Dio c’è nel mio cuore, che lo sento quando viene, che lo aspetto non so come, che non mi lascia mai, non mi perde mai e non lo perdo mai”: in effetti Dio non è poi così lontano, ma è “più intimo a noi che noi stessi”. Lo abbiamo dentro di noi… perché Lui al tempo stesso è l’infinitamente grande e lontano e l’infinitamente piccolo e vicino. Dio è tutto, è dovunque, è talmente invischiato nei nostri drammi umani che nemmeno ce ne accorgiamo. E’ il DIO CON NOI!.
PER RIFLETTERE: Davanti a drammi come la guerra, la morte, che risposte dà la tua coscienza? Come reagisci di fronte al dolore? Che immagine di Dio ti sei fatto fino ad ora? La strada che ti propone Gesù è convincente per te o ti lasci sedurre da altri “messia” che svendono ricette di felicità? Credi nell’efficacia della preghiera? Credi che la preghiera è fatta soprattutto di ascolto e non di parole? Credi che Dio è anche dentro di te? Potrebbe essere Dio (Renato Zero)ASCOLTA IL BRANO Potrebbe Essere Dio - Renato Zero
Renato riflette su Dio postato da (lu1968.cristiani@altervista.org) Potrebbe essere Dio (Renato Zero) Se c’era un Dio da discutere… Adesso, non c’è più. Sei troppo ingenuo da credere, che un Dio, sei tu… Dio, non sarà aritmetica, né parapsicologia. Non sta nei falsi tuoi simboli, nella pornografia! Ti giochi Dio al totocalcio, lo vendi per una dose, lo butti via in una frase, lo cercherai in farmacia… Pensi Lui vada a petrolio, la fede, non è un imbroglio… E, non c’è Dio sulla luna, ma in questa terra che trema! Se mai, non sarà Dio, sarà ricostruire… Se mai, lo ritroverai, in un pensiero, in un desiderio, nel tuo delirio, nel tuo cielo…Dio!!! …Potrebbe essere Dio… E anch’io, con te cercherei, nella paura una strada sicura, un’altra promessa, magari la stessa: Dio! Riporta Dio, dove nascerai, la dove morirai… Riporta Dio nella fabbrica, nei sogni più avari che fai… Ti giochi Dio al totocalcio, lo vendi per una dose, lo butti via in una frase, lo cercherai in farmacia… E Dio non è un manifesto, la morte senza un pretesto… La noia o un altro veleno, la bocca di un altro squalo… Se mai, un Dio, non ce l’hai, io ti presenterò il mio… Dove abita, io non saprei… Magari in un cuore, in un atto d’amore, nel tuo immenso io, c’è Dio!! …Potrebbe essere Dio… E tu, al posto suo, mi tradiresti? Mi uccideresti? Mi lasceresti senza, un Dio? ………………………………. Se mai, non sarà Dio, sarà ricostruire… Se mai, lo ritroverai, in un pensiero, in un desiderio, nel tuo delirio, nel tuo cielo…Dio L'ho sentita spesso in questo mese questa canzone e mi ha fatto pensare. Non c'è un Dio da discutere, Dio c'è. Perchè chi è così ingenuo da credere che sia Dio? Non sono forse troppo visibili i nostri difetti e i nostri limiti per poter credere di essere Dei? Eppure c'è chi lo fa, c'è chi si sente un Dio e nella propria vita fa contare solo il proprio bene. Ma è difficile credersi per sempre un Dio, perché nel momento di difficoltà ti accorgi veramente della tua miseria e il tuo essere Dio viene messo in discussione. Caro Zaccheo ti sembrano lontane queste persone? Non tanto se pensiamo al modo in cui utilizziamo la scienza se pensiamo all'aborto, all'eutanasia e alla clonazione. L'uomo vuole essere Dio, ma presto o tardi si accorgerà che non lo è. Come quando ha inventato la bomba atomica facendosi del male da solo. E allora se non crediamo un Dio bisogna pur trovarlo perché noi abbiamo bisogno di un Dio. In cosa lo cerchiamo? Nella sicurezza dell'aritmetica, nella parapsicologia? A volte non crediamo a Dio ma ai maghi sì. Oppure facciamo della passione il nostro Dio e questo lo chiamiamo "vivere senza limiti" essere "liberi", e così ci buttiamo nella pornografia. Lì Dio non c'è ci urla questa canzone! Allora dove vuoi cercarlo? Nella salute e nelle medicine e così abbattiamo la nostra depressione con gli antidepressivi ecc.. Ma alla fine non fanno più effetto e ci troviamo a imbottirci di medicine e a cercare qualche altra cosa. Quanto sarebbe semplice solamente affidarci a Dio e essere felici, affrontare con lui anche le difficoltà con serenità. Ma no, cerchiamo il denaro, più se ne ha e più si ha la felicità! Quante volte ho sentito questa frase: "Altro che il denaro non dà la felicità la dà e come". Ma più se ne avrà e più se ne cercherà e si vorrà sempre ciò che non si ha, non è più semplice accettare ciò che si ha? Ciò che manca a questo mondo non è forse proprio la serenità? Io non la vedo nelle corse impazzite di qua e di là! Non è forse contrario alla serenità non riuscire ad accettare ciò che si ha? E alla fine lo troveremo Dio, ma se eliminiamo tutto ciò che non potrà mai dare la felicità, tutto ciò che ci allontana da Lui per darci un piccolo piacere che poi ci lascia a bocca asciutta e con uno stato di insoddisfazione. Io invece vedo che la serenità l'hanno trovata persone (come i santi) che si sono allontanate da tutto questo. Mi viene in mente San Francesco ora. Caro Zaccheo sono lungo come al solito spero non ti sia addormentato leggendo ciò che ti scrivo ma vorrei pregare insieme a te e a tutti quelli a cui presenterai questo testo affinché tutti riescono a vedere oltre a queste cose che oscurano Dio per arrivare alla vera felicità e serenità TOURNIQUET !! UN PARAGONE ARDITO
Istruzioni per l'(ill)usoGemelli Diversi in “Boom” - 2008
NUMB (intorpidito)Dedicato a tutti quelli che non riescono ad uscire dalla rete di desideri che altri hanno proiettati su di loro. bel testo.........ed anche discreta musica ....guarda il video su questo intervento
Artista: Linkin Park Titolo: Numb Titolo Tradotto: Intorpidito Mi sono stancato di essere ciò che desideri io sia Sentendomi così sleale, perso sotto la superficie Non so cosa ti aspetti da me mi tieni sotto pressione per assomigliarti (Intrappolato nella risacca, esattamente intrappolato nella risacca) ogni passo che faccio è un altro errore per te (Intrappolati nella risacca, noi siamo esattamente intrappolati nella risacca) Sono diventato così intorpidito Non riesco più a sentirti lì Diventato così stanco Così tanto più consapevole di quel che che sto diventando Tutto quello che desidero fare è essere più come me e meno come te Non vedi che mi stai soffocando Tenendomi troppo stretto, per la paura di perdere il controllo Perchè quello che hai pensato io potessi essere E' crollato esattamente di fronte a te (Intrappolati nella risacca, noi siamo esattamente intrappolati nella risacca) ogni passo che faccio è un altro errore per te (Intrappolati nella risacca, noi siamo esattamente intrappolati nella risacca) E ogni secondo che spreco è più di quelli che mi posso permettere Sono diventato così intorpidito Non riesco più a sentirti lì Diventato così stanco Così tanto più consapevole di quel che che sto diventando Tutto quello che desidero fare è essere più come me e meno come te E so che potrebbe darsi che anche io fallisca ma so che tu eri esattamente come me Con qualcuno deluso da te Sono diventato così intorpidito Non riesco più a sentirti lì Diventato così stanco Così tanto più consapevole di quel che che sto diventando Tutto quello che desidero fare è essere più come me e meno come te Sono diventato così intorpidito Non riesco più a sentirti lì Mi sono stancato di essere ciò che desideri io sia Sono diventato così intorpidito Non riesco più a sentirti lì Mi sono stancato di essere ciò che desideri io sia
I genitori di oggi si trovano a riflettere e a pensare alle scelte che i loro figli dovranno intraprendere. Pensano, spesso con eccessiva preoccupazione, ai loro studi, alla loro professione, al loro posto nella vita e al loro futuro nell’amore. A volte sognano successo, ricchezza, prestigio, proiettando sui figli i loro desideri irrealizzati. Altre volte desiderano semplicemente una crescita serena, che sia senza eccessi, senza intemperanze, né smarrimenti. Alcuni si preoccupano della loro fede e di una seria educazione cristiana; altri la ritengono una questione di minor valore. In questa ricerca continua sul futuro dei figli, ogni papà e ogni mamma devono sempre avere un grande rispetto, una grande attenzione e una vera libertà da ogni attaccamento ai propri schemi: i figli non sono la loro copia o il loro specchio. Sono persone, persone libere e autonome. Pensate, cari genitori, che non c’è niente di più bello di quanto Dio ha immaginato e predisposto per i vostri figli. Introdurre alla vita e alla fede significa insegnare ai bambini che la vita è un dono prezioso e una singolare vocazione. Voi avete la grande responsabilità di parlare ai vostri figli del mistero della vocazione, del fatto che Dio ha un progetto su di loro: non devono ostacolarlo, né devono temere, perché il desiderio di Dio su una persona è il suo bene più grande.
Quando arriviamo ad essere impermeabili alle emozioni..............
L'unico vero viaggio verso la scoperta non consiste nella ricerca di nuovi paesaggi,
![]() ma nell'avere nuovi occhi. Windows Live Mobile Da oggi la posta di Hotmail la controlli anche dal tuo cellulare! Lo strano percorso” è l’avventura stupenda della tua vita che tu devi vivere fino in fondo!Lo strano percorso (Max Pezzali)
Nel suo Album firmato interamente a suo nome e non più con il logo 883, Max Pezzali parla dei temi di sempre: Amore, Amicizia, Malinconia, Libertà filtrati dalla sua esperienza personale. Si tratta di un lavoro più intimista, in cui l’autore guarda dentro di sé, rilegge il suo passato e si sente così in grado di dare anche qualche consiglio di vita ai giovani. La canzone che qui presentiamo parla di un passato che non può tornare, la strada imprevedibile, gli incontri, gli addii, il sentire il bisogno di raccontare che c’è un tempo per ciascun evento della vita.
C'è un tempo per i baci sperati, desiderati tra i banchi della prima B occhiali grandi, sempre gli stessi, un po' troppo spessi per piacere ad una così
nell'ora di lettere guardandola riflettere sulle domande tranello della prof non cascarci, amore, no!
C'è un tempo per i primi sospiri, tesi insicuri, finchè l'imbarazzo va via, col sincronismo dei movimenti, coi gesti lenti conosciuti solo in teoria
come nelle favole, fin sopra alle nuvole, convinti che quell'istante durerà da lì all'eternità...
Lo strano percorso di ognuno di noi che neanche un grande libro un grande film potrebbero descrivere mai per quanto è complicato e imprevedibile per quanto in un secondo tutto può cambiare niente resta com'è.
C'è un tempo per il silenzio/assenso, solido e denso, di chi argomenti ormai non ne ha più frasi già dette, già riascoltate in 1000 puntate di una soap-opera alla TV
sarà l'abitudine sarà che sembra inutile cercare tanto e alla fine è tutto qui per tutti è tutto qui...
Lo strano percorso di ognuno di noi che neanche un grande libro un grande film potrebbero descrivere mai per quanto è complicato e imprevedibile per quanto in un secondo tutto può cambiare niente resta com'è.
C'è un tempo per qualcosa sul viso, come un sorriso che non c'era ieri e oggi c'è sembrava ormai lontano e distante, perso per sempre, invece è ritornato con te
con te che fai battere il cuore che fai vivere il tempo per tutto il tempo che verrà nel tempo che verrà...
Lo strano percorso di ognuno di noi che neanche un grande libro un grande film potrebbero descrivere mai per quanto è complicato e imprevedibile per quanto in un secondo tutto può cambiare niente resta com'è
“C’è un tempo per i baci sperati, desiderati…”: questa espressione sembra riecheggiare il testo biblico di Qoelet, che osservando la storia e il mondo afferma che: “c’è un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo per demolire e un tempo per costruire, un tempo per piangere e un tempo per ridere, un tempo per abbracciare e un tempo per allontanarsi, un tempo per conservare e un tempo per gettare, un tempo per tacere e un tempo per parlare, un tempo per amare e un tempo per odiare…” (Qo 3,1-8). Questa legge è inscritta in quel microcosmo che siamo noi. La nostra storia personale è segnata da varie tappe che ne scandiscono il cammino, la crescita. In questa crescita ha una grande importanza la dimensione affettiva. Il bisogno di amare e di essere amati ci accompagna fin dal primo momento che veniamo al mondo e gradatamente trova forme di espressione sempre più adeguate. Così dal bisogno di protezione tipico del bambino si passa al bisogno di amicizia, di relazionalità, di tenerezza e di affetto propri degli adolescenti, e poi dei giovani e degli adulti. “C’è un tempo per i primi sospiri tesi insicuri, finché l’imbarazzo va via”: davanti alle novità, al non ancora conosciuto e sperimentato normalmente abbiamo un po’ paura, siamo insicuri. E’ solo aprendoci con coraggio e coinvolgendoci in prima persona nella nuova esperienza che possiamo vincere ogni timore e pian piano acquistare sicurezza in noi stessi. In questo senso le esperienze nuove della vita ci fanno maturare, dandoci maggiore consapevolezza delle nostre potenzialità, dei nostri doni e anche dei nostri limiti. E’ la dialettica del confronto che ci cambia: confronto con noi stessi, con gli altri, con la storia, con l’ambiente in cui viviamo. “Lo strano percorso di ognuno di noi che neanche un grande film potrebbe descrivere mai per quanto è complicato e imprevedibile per quanto in un secondo tutto può cambiare niente resta com’è”: la nostra vita è un libro vivente che noi scriviamo giorno per giorno, fatto di momenti belli e anche difficili, di tappe che rimangono come pietre miliari nel nostro cammino. E’ un percorso “strano” perché non sempre va come noi vorremmo. Ci sono gli imprevisti, le battute di arresto, le deviazioni, le sorprese, i tagli con il passato che a volte ci fanno soffrire… Ma tutto questo significa crescere! “C’è un tempo per il silenzio/assenso: nella fase della crescita è importante scoprire il valore del silenzio, che non è semplicemente l’assenza di parole o di suoni a volte frastornanti come quelli delle discoteche, ma è lo spazio per ritrovare se stessi e per riappropriarsi della propria vita, per andare fino in fondo là dove puoi trovare Dio. E’ importante, infatti, crescere avendo dei punti fermi che ci orientino nelle piccole e grandi scelte senza cadere in balìa delle mode e degli avvenimenti. “sembra inutile cercare tanto e alla fine è tutto qui per tutti è tutto qui”: rinunciare a cercare il senso della propria esistenza, ad andare in profondità, a volare più in alto è un po’ come darsi la zappa sui piedi perché ci condanniamo ad essere infelici. La vera felicità non sta “tutta qua” ma nella ricchezza della sua interiorità, nella capacità di scoprire Dio nascosto nelle cose, nella bellezza del creato, nella tua stessa vita che è il regalo più bello che hai e che non puoi buttare via. “C’è un tempo per qualcosa sul viso, come un sorriso che non c’era ieri e oggi c’è”: la vita ci riserva anche gioie profonde che dobbiamo vivere fino in fondo. Dopo la notte c’è il giorno, dopo il buio c’è la luce, dopo la prova e il dolore c’è la pace e la gioia, dopo la solitudine c’è il sole dell’amicizia. “Lo strano percorso” è l’avventura stupenda della tua vita che tu devi vivere fino in fondo! E allora: “vivi la libertà di essere libero, vivi la gioia di essere felice, vivi la tristezza di essere sconfitto, vivi il dolore dei rimpianti, vivi la forza per affrontare le difficoltà, vivi il profumo dei tuoi ricordi, vivi la vittoria dei tuoi sogni. PER RIFLETTERE:
Voglio trovare un senso...................Un senso (Vasco Rossi) Nel suo Album “Buoni o Cattivi”, il rocker Vasco si propone ai suoi fans con la pungente critica nei confronti di una società che guarda sempre più all’apparire e meno alla sostanza, con la sua rabbiosa voglia di ribellione contro un sistema teso alla massificazione, con il suo carico di dubbi e di insofferenze. Qui proponiamo la canzone “Un senso” che con realismo invita a una seria riflessione sull’esistenza.
Voglio trovare un senso a questa sera Voglio trovare un senso a questa vita
“Voglio trovare un senso a questa vita anche se questa vita un senso non ce l’ha”: la nostra vita si muove tra il “non senso” e la ricerca di senso. Tutta la vita è disseminata di “perché”. Fin da bambini ci poniamo una serie di domande… Ma a volte questa “arte di farci domande” e di sfidare gli altri con i nostri “perché” viene meno. Ci lasciamo trascinare come un turbine dagli eventi e dalle situazioni che a lungo andare creano in noi un senso di vuoto, una scontentezza interiore, un disagio esistenziale. E allora è importante fermarsi per riappropriarci di noi stessi. “Voglio trovare un senso a questa voglia anche se questa voglia un senso non ce l’ha”: ci sono due modi di vivere la vita: uno è quello di seguire i nostri istinti naturali assecondandoli in tutto, l’altro è quello di seguire quei valori etici e spirituali che vengono dalla nostra coscienza e che costituiscono un quadro di riferimento per le nostre scelte e le nostre azioni. Anche nella Bibbia viene descritto questo duplice modo di vivere: “Quelli che vivono secondo la carne, pensano alle cose della carne; quelli invece che vivono secondo lo Spirito, alle cose dello Spirito. Ma i desideri della carne portano alla morte, mentre i desideri dello Spirito portano alla vita e alla pace” (Rm 8, 5-6). L’esperienza stessa ci insegna che la felicità (pienezza di senso) non ci è data dal poter soddisfare solo e subito le nostre esigenze materiali, ma dall’avere davanti a noi quei valori spirituali che soddisfano davvero la nostra sete di verità, come per esempio il rispetto degli altri, la solidarietà, la pace… La società in cui viviamo, così impregnata di consumismo, crea in noi bisogni spesso inutili dandoci l’illusione che la felicità stia nell’avere, nell’accaparrarsi le risorse. In effetti la vera felicità non la troviamo in primo luogo nel possesso dei beni materiali, ma nello star bene con noi stessi, con la nostra coscienza, con gli altri, nel vivere in armonia con l’ambiente che ci circonda, nell’apertura a Dio. “Sai che cosa penso / che se non ha un senso / domani arriverà”: ci capita, a volte, di vivere situazioni incomprensibili, assurde in cui non riusciamo a trovare nessuna spiegazione né a intravedere una via di uscita… Eppure ogni situazione che viviamo ha un suo significato nascosto che spesso non siamo capaci di decifrare. C’è bisogno di tempo e di non far morire in noi la speranza: prima o poi il senso si svelerà! Coltivare sempre in noi “l’arte di farci domande” ci permette un approccio diverso alla vita, che è quello di guardarla faccia a faccia, penetrandola in profondità per scoprire in essa il significato nascosto… e strada facendo le risposte arriveranno. “Voglio trovare un senso a tante cose: quante volte facciamo le cose senza sapere il “perché”! A volte a spingerci è la forza d’inerzia o l’abitudine, a volte la moda (“tutti lo fanno”)… e tanti altri condizionamenti culturali e sociali. Quando invece le nostre azioni sono il frutto di una scelta responsabile e consapevole allora possiamo dire di aver dato un senso a quello che facciamo. Se nelle nostre scelte, nelle nostre relazioni con gli altri e anche nei momenti poco felici della nostra vita non coltiviamo “l’arte di farci domande” tutto diventerà un non-senso, e la vita stessa un peso insopportabile. La questione del “senso della vita” allora è fondamentale… ne va di mezzo la nostra felicità e la nostra realizzazione personale. Non tenerne conto sarebbe davvero un grosso errore!
PER RIFLETTERE: Riesci sempre a dare un senso alle cose che fai? Fai le cose per convinzione personale o perché trascinato dagli eventi e dalle mode? Credi davvero che il segreto della tua felicità stia nell’arte di farti domande? Ti ritieni un ragazzo/a istintivo, materialista oppure razionale, spirituale? Cosa riempie veramente di senso la tua vita? Windows Live Spaces Push the Button! Crea il tuo blog e condividi le tue esperienze col mondo! Musica (Quelli della IIIa A)Prima di partire per un lungo viaggio
(Irene Grandi) Con il suo sesto Album del 2003, la cantante fiorentina Irene Grandi si è confermata interprete di grande talento. Nella sua carriera artistica ha avuto la fortuna di avvalersi di bravi collaboratori come Jovanotti, Ramazzotti, Pino Daniele e Vasco Rossi, che ha firmato la canzone “Prima di Partire per un lungo Viaggio” che vi presentiamo.
Prima di partire per un lungo viaggio devi portare con te la voglia di non tornare più, prima di non essere sincera, pensa che ti tradisci solo tu prima di partire per un lungo viaggio, porta con te la voglia di non tornare più, prima di non essere d'accordo prova ad ascoltare un pò di più, prima di non essere da sola, prova a pensare se stai bene tu prima di pretendere qualcosa, prova a pensare a quello che dai tu. Non è facile però è tutto qui, non è facile però è tutto qui. Prima di partire per un lungo viaggio, porta con te la voglia di adattarti…
“Prima di partire per un lungo viaggio”: “il lungo viaggio” può essere la metafora della nostra vita, che è proprio un viaggio con una sua durata più o meno lunga. Per affrontarla occorre essere ben equipaggiati, cioè assumere quelle qualità interiori per viverla in profondità, evitando così di sprecarla. ”devi portare con te la voglia di non tornare più”: a volte, nel cammino della vita, abbiamo la tentazione di tornare indietro. I motivi possono essere molteplici: il dubbio di aver sbagliato tutto, la paura davanti alle scelte importanti, il disimpegno e la superficialità… Ma chi torna indietro è solo uno che fugge alla realtà, che non accetta con coraggio le sfide della storia, che non riesce a vedere le difficoltà come una chance per un ulteriore passo in avanti, come un’occasione di crescita. Se tu vuoi riuscire nella vira devi imparare ad andare avanti con coraggio, a credere fino in fondo, perché la vita ti insegni che solo non arrendendosi realizzerai te stesso, i tuoi sogni, i tuoi ideali più veri. “prima di non essere sincera / pensa che ti tradisci solo tu”: una qualità importante da mettere nella nostra bisaccia è la sincerità, che deve caratterizzare le nostre relazioni con gli altri. La mancanza di sincerità è un atteggiamento che alla fine si ritorce contro se stessi, perché prima o poi la verità viene a galla. Oggi c’è davvero bisogno di autenticità e trasparenza nei rapporti sociali, spesso all’insegna della finzione e della pura facciata. Essere sinceri significa far cadere tutte quelle maschere dietro cui, a volte, ci nascondiamo, superare la diffidenza e il pregiudizio che abbiamo verso gli altri, visti spesso come avversari e non come un dono. “prima di non essere d’accordo / prova ad ascoltare un po’ di più”: un’altra qualità importante è la capacità di ascolto. A volte, per partito preso, ci arrocchiamo sulle nostre posizioni affermando a tutti i costi il nostro punto di vista, senza nemmeno dare all’altro il tempo e la possibilità di esprimere le sue idee. Siamo presi dalla tentazione di “schedare” l’altro in base al suo passato o alla sua appartenenza sociale, politica o religiosa e pensiamo: “Conosciamo tutto di lui… non può dire nulla di nuovo” (anche Gesù ha sperimentato questo pregiudizio nei suoi confronti, cf Mt 13,53-56). Così il dialogo si trasforma in monologo, in una “difesa ad oltranza” delle nostre vedute, nello scontro e nel rifiuto dell’altro. Se, invece, superando il facile pregiudizio e l’ostinata contrapposizione, imparassimo ad ascoltare un pò di più, il nostro punto di vista si arricchirebbe dell’esperienza dell’altro e insieme potremmo arrivare alla verità. “prima di non essere da sola / prova a pensare se stai bene tu”: la peggiore solitudine che possiamo sperimentare è la solitudine dell’anima, cioè il disagio interiore che è la spia di un malessere che ci portiamo dentro. Molti problemi nascono dal fatto che “non ci accettiamo per quello che siamo”: non accettiamo il nostro passato, i nostri limiti, il nostro corpo. E allora viviamo in conflitto con noi stessi. A volte per “superare” questo disagio cerchiamo il rifugio nelle relazioni sociali, nello stare insieme, finendo in questo modo solo ad evadere il problema. Per star bene con gli altri devi prima star bene con te stesso, riconciliarti con la vita, accettare i tuoi difetti, ma anche prendere coscienza dei tuoi doni e della ricchezza che ti porti dentro. Devi “prenderti a cuore”, avere cura di te stesso, coltivare la vita interiore, regalarti tempo… Solo così il tuo “stare con gli altri” ti aiuterà veramente a crescere e ad essere sempre più te stesso. “prima di pretendere qualcosa / prova a pensare a quello che dai tu”: siamo tutti debitori verso la vita. Fin da bambini siamo abituati a ricevere, a volte a pretendere tutto, ma arriva il momento in cui siamo invitati a dare qualcosa di noi stessi. Non possiamo vivere da parassiti! Il mondo del terzo millennio ha bisogno della nostra creatività, del nostro entusiasmo, delle nostre forze fisiche, intellettuali e spirituali per crescere, per diventare sempre più una grande famiglia, perché il progresso si trasformi in benessere per tutti, in solidarietà. SIAMO DEBITORI VERSO TUTTI. Ciò significa che dobbiamo passare dalla logica dell’avere alla logica del dare, del condividere. E l’esperienza c’insegna che nel momento in cui do ricevo più di quanto ho dato, perché si crea un “effetto boomerang”: il bene che faccio in qualche modo mi ritorna! “Non è facile però tutto qui”:assumere questo stile di vita non è certamente facile, ma possibile… basta crederci! Il coraggio di guardare avanti, la sincerità, l’ascolto (di te, degli altri, di Dio), la cura di te stesso, la capacità di donare sono tutte qualità di cui non puoi fare a meno. E allora non aver paura di metterle nella tua bisaccia: ti aiuteranno a raggiungere la mèta di quel lungo e grande viaggio che è la tua vita; dandoti, alla fine, la certezza di non aver vissuto invano. PER RIFLETTERE:
Gli Evanescense ci parlano del LITIOArtista: Evanescence
Titolo: Lithium Titolo Tradotto: Litio Litio - non voglio chiudermi in me stessa litio - non voglio dimenticarmi come ci si sente senza litio - voglio restare in buoni rapporti con il mio dolore, oh ma Dio, voglio lasciarlo andare vieni a letto, non farmi dormire da sola non riuscirei a nascondere il vuoto che crei non ho mai voluto che fosse così freddo semplicemente non bevevo abbastanza da dire che tu mi amavi non posso conservarmi, chiedendomi cosa c'è di sbagliato in me litio - non voglio chiudermi in me stessa litio - non voglio dimenticarmi come ci si sente senza litio - voglio restare in buoni rapporti con il mio dolore non voglio che si adagi su di me, questa volta ha affogato la mia voglia di volare qui nell'oscurità conosco me stessa non posso liberarmene finché non lo lascio andare lasciami andare tesoro, dopo tutto ti perdono tutto è meglio rispetto a stare da sola e alla fine immagino che dovevo cadere trovo sempre il mio posto tra le ceneri non posso conservarmi, chiedendomi cosa c'è di sbagliato in me litio - non voglio chiudermi in me stessa litio - non voglio dimenticarmi come ci si sente senza litio - voglio restare in buoni rapporti con il mio dolore, oh ma Dio, voglio lasciarlo andare Gli Evanescense parlano qui di una persona che vive uno stato d'ansia e di fatica probabilmente derivante da una fatica psichica di un rapporto affettivo..................si cerca di risolverla con .....................................
IL LITIO...che non lascia la persona in buoni rapporti con il proprio dolore in quanto usato in buone dosi ha questi effetti:Usato come antidepressivo.....quali sono le sue proprietà
è un oligoelemento utilizzato sia in forma naturale, che raffinata(medicinale tradizionale) aiuta ad uscire dalle crisi depressive assunto in maniera pesante, può abbagliare ed eccitare la menteCOSA SONO GLI OLIGOELEMENTIIl corpo umano contiene diversi minerali. Gli uni, come il Calcio, partecipano alla struttura stessa degli organi e dei tessuti, e per questo fatto, si trovano in quantità importanti nel nostro organismo. Gli altri, come il Manganese, il Rame, lo Zinco, etc., sono presenti in quantità minime, quantità che un tempo erano considerale, all'inizio, ne più ne meno, che delle impurità. Questa è la ragione per la quale questi minerali sono stati chiamali oligoelementi ove la radice greca "oligos" significa poco abbondante.. C'è voluto il genio di Gabriel Bertrand per conoscere il ruolo estremamente importante che giocano questi elementi, malgrado la loro esigua quantità, sia nei vegetali che negli esseri viventi. Un altro ricercatore Jacques Mènètrier, a cui va il merito di aver compreso che questi elementi, somministrati sotto una forma fisico-chimica adeguata, permettono, grazie ad un riequilibrio degli scambi, di migliorare il funzionamento del nostro organismo, sia sul piano fisico che psichico. In questa ottica, le irregolarità degli scambi che noi dobbiamo riequilibrare, diventano le malattie funzionali e il modo di trattarle diventa la medicina funzionale Windows Live Mail: 2 GB di spazio per le tue foto e le tue mail! |
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