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    Gli ostacoli del cuore

    Elisa  in "Soundtrack ’96-’06" -  2006

     

     

     

     

     

     

     

    Gli ostacoli del cuore

    C’è un principio di magia
    fra gli ostacoli del cuore
    mi si attacca volentieri
    fra una sera che non muore
    e una notte da scartare
    come un pacco di Natale.
    C’è un principio d’ironia
    nel tenere coccolati
    i pensieri più segreti
    e trovarli già svelati
    e a parlare ero io
    sono io che li ho prestati.
    Quante cose che non sai di me
    quante cose

    che non puoi sapere
    quante cose da portare
    nel viaggio insieme.
    C’è un principio di allegria
    fra gli ostacoli del cuore
    che mi voglio meritare
    anche mentre guardo il mare
    mentre lascio naufragare
    un ridicolo pensiero…
    Quante cose che non sai di me
    quante cose devi meritare
    quante cose da buttare
    nel viaggio insieme.
    C’è un principio di energia
    che mi spinge a dondolare
    fra il mio dire ed il mio fare
    e sentire fa rumore
    fa rumore camminare
    fra gli ostacoli del cuore…
    Quante cose che non sai di me
    quante cose

    che non vuoi sapere
    quante cose da buttare
    nel viaggio insieme
    .

     

    “Gli ostacoli del cuore”: sono le difficoltà di comunicazione che si incontrano normalmente in un rapporto di coppia. Il tempo che ci è regalato per vivere insieme è “una notte da scartare come un pacco di Natale”. È illusorio pretendere di conoscere in modo definitivo la persona che ci vive accanto. Ogni giorno, ogni istante possiamo togliere solo uno strato, un velo che ci separa dalla conoscenza dell’altro. Possiamo quasi dire che l’altro è come una scatola cinese, non è mai quello che appare subito! Il tempo del vivere assieme (un breve tratto di cammino o una vita intera) è la continua possibilità del nostro svelarci all’altro e viceversa. È un movimento di reciprocità che fa sì che due persone crescano nella conoscenza di sé: stando con l’altro non solo mi arricchisco dei suoi doni, ma imparo anche a conoscere meglio me stesso. L’altro mi svela a me stesso. Solo prendendo coscienza di quello che sono posso donarmi pienamente, diventando con l’altro una sola cosa. L’unità nella coppia si realizza quanto più cresce la comunicazione e si impara a condividere “i pensieri più segreti”, le convinzioni profonde, gli ideali e i sogni più veri che abitano il cuore. “Liberare la comunicazione” nella coppia, allora, è la strada per crescere nell’armonia e nella comunione.
    “Quante cose che non sai di me quante cose che non puoi sapere”: la bellezza dello stare insieme sta proprio nella consapevolezza che si rimane sempre un mistero l’uno per l’altro, che nell’altro c’è sempre una novità, un aspetto inedito da scoprire. Non si può pretendere di sapere tutto e
    subito di chi ci vive accanto, perché non è un oggetto ma una persona. Classificare l’altro e racchiuderlo in qualche definizione è ridurlo a una cosa. Il mistero dell’uomo, invece, è qualcosa di grande, perché è il riflesso del mistero di Dio, essendo egli fatto a Sua immagine e somiglianza. È il fascino del mistero che spinge ad aprirsi l’uno all’altra. La vita di coppia è un percorso fondato sulla fiducia reciproca e sul dialogo sincero. Fiducia e dialogo sono la base per costruire un rapporto duraturo e aprirsi alla comunicazione. Se non mi fido e non mi apro al dialogo rifiuto di mettermi in gioco, perché comunicare è un po’ rischiare, mettere a nudo una parte di se stessi.
    “quante cose devi meritare”: la comunicazione è una conquista reciproca e cresce sulla stima e sul rispetto. Costruirla ogni giorno, con fatica e pazienza, è l’impegno di ognuno. Coerenza e trasparenza sono garanzia di credibilità ed eliminano ogni ostacolo nella comunicazione. In questo senso comunicare è attuare una continua conversione. Più si è sinceri e più si cresce.
    “quante cose da buttare nel viaggio insieme”: vivere insieme è anche essere capaci di eliminare quegli ostacoli che rallentano o impediscono la comunicazione: l’arroganza, l’impazienza, la superficialità, l’incapacità di perdonare, certe vedute troppo limitate… Il cammino di coppia chiede una continua “potatura”. Amare l’altro/a significa anche rinunciare a una parte di sé, correggere i propri difetti che altrimenti costituirebbero un intralcio.
    “quante cose che non vuoi sapere”: quando la comunicazione si ferma a un livello superficiale non si fa nessun passo verso un rapporto maturo. Le coppie più felici e stabili sono quelle capaci di comunicare a un livello profondo, di condividere, oltre ai beni materiali, anche la ricchezza interiore, i valori che danno senso alla vita. Nella nostra cultura l’agnosticismo (il rifiuto del conoscere) e l’edonismo (la ricerca esasperata del piacere) hanno minato alle radici non solo l’esperienza di fede ma anche le relazioni di coppia. Una cultura impregnata così tanto di consumismo e materialismo ha ridotto l’uomo ad oggetto, a merce da comprare, a un prodotto “usa e getta”.
    Il messaggio della canzone è chiaro: è importante recuperare il dialogo e la comunicazione nel rapporto di coppia, rimuovendo quegli ostacoli che ne impediscono la crescita. Il segreto per riuscirci è fidarsi l’uno dell’altra, diventare credibili e veri, senza pretendere di conoscere tutto e subito dell’altro. Conoscersi è un cammino che ha bisogno di tempo e che avviene nella libertà di fronte al mistero che l’altro/a è.

       

     

    Per riflettere

    * Quali sono gli ostacoli che normalmente ti impediscono di comunicare con gli altri?
    * Quali sono per te le condizioni per una vera comunicazione?
    * Nelle relazioni comunichi a livello profondo o solo superficiale?
    * Per te l’altro/a è un mistero da scoprire continuamente o una realtà da classificare e definire una volta per tutte?

     

     

    Puoi ascoltare la canzone in streming sul sito

      

    Discussione su HEAVEN OUT OF HELL

       HEAVEN OUT OF HELL  (il brano è in streming sul player di questo Blog)

    postato da-------  ellicleo@gmail.it
     
    allaRadio.Org
    allaRadio.Org

     HEAVEN OUT OF HELL – ELISA (Then comes the sun)

    allaRadio.Org
     
    HEAVEN OUT OF HELL – ELISA (Then comes the sun)
    So are you turning around your mind
    do you think the sun won't shine this time
    are you breathing only half of the air
    are you giving only half of a chance
    Don't you wanna shake because you love
    cry because you care
    feel 'cause you're alive
    sleep because you're tired

    make heaven, heaven out of hell
    now...

    Are you locked up in you counting the days
    oh how long untill you have your freedom
    just shake because you love
    cry because you care
    feel 'cause you're alive
    sleep because you're tired
    shake because you love
    bleed 'cause you got hurt
    die because you lived

    make heaven, heaven out of hell now...

    are you still turning around the same thing
    are you still trying that way
    are you still praying the same prayers
    are you still waiting for that same day to come

    climbing the same mountain
    you're not getting higher
    you're running after yourself
    can't let go
    hiding in that place you don't wanna be
    you push happiness so far away
    but it comes back
    to give you all that you've given before
    to love you the way that you do, like a mirror
    look in the air 'n catch that boomerang
    can't fall anywhere else but in your own hands

    and make heaven
    heaven out of hell now
    make heaven
    heaven out of hell now...
    make heaven, heaven out of hell now
    make heaven
    heaven out of hell now
    are you still waiting
    meke heaven
    heaven out of hell now
    are you still praying
    make heaven
    heaven out of hell now
    are you still losing
    make heaven
    heaven out of hell now
    make heaven
    heaven out of hell now
    I wanna fly because
    I dream
    dream
    dream


    IL PARADISO DALL’INFERNO

    Allora stai davvero tornando sulle tue decisioni?
    Sei davvero convinto che questa volta il sole non tornerà a splendere
    E ti manca il respiro
    Stai concedendo solo mezza possibilità
    Non vorresti sentirti scosso da un fremito amando
    Non vorresti piangere se perdi ciò a cui tieni
    Emozionarti perché sei vivo
    Dormire perché ti senti stanco

    Fai nascere il paradiso dall’inferno, fallo ora

    Ti sei imprigionato in te stesso
    Contando disperatamente i giorni che ti separano dalla tua libertà?
    L’unica cosa che devi fare è scuotere la tua anima se davvero ami
    Piangere per ciò a cui tieni
    Emozionarti perché sei vivo
    Lasciare che il sangue scorra se sei stato ferito
    Morire perché hai vissuto davvero

    Stai ancora percorrendo la stessa strada pur sapendo che è sbagliata
    Stai ancora provando a risolvere tutto nella stessa maniera senza nessun risultato
    Stai ancora pregando per le stesse cose
    Stai ancora aspettando invano che arrivi quel giorno

    Non sarà scalando le stesse impervie montagne che riuscirai a salire più in alto
    Stai scappando da te stessa
    Non puoi far finta di niente
    Nascondendoti nel posto in cui non vorresti mai trovarti
    Non fai altro che respingere la felicità il più lontano possibile da te
    ma lei ritorna
    Per restituirti tutto ciò che hai sempre dato
    Per restituirti l’amore come il riflesso di uno specchio
    Alza lo sguardo e afferra quel boomerang
    Non potrà che cadere nelle tue mani

    Fai nascere il tuo paradiso dall’inferno
    Crea il paradiso dal tuo inferno
    Che cosa stai aspettando?
    Fai nascere il paradiso dall’inferno
    Stai ancora pregando
    Ma nonostante tutto stai ancora perdendo
    Crea il paradiso dall’inferno
    Ho voglia di volare
    Perché sogno
    sogno


    CURIOSANDO TRA LE PAROLE...
    “Heaven out of hell” è solo una delle innumerevoli
    canzoni di Elisa in cui, dietro semplici vocaboli inglesi, si cela in realtà un universo di sensazioni che la cantautrice vuole trasmettere all’ascoltatore.
    La sua scelta lessicale è infatti tutto fuorché casuale: la lingua
    inglese che Elisa usa per la maggior parte delle sue canzoni rispecchia perfettamente la semplicità che la caratterizza e la rende unica, caratteristica che la lingua italiana, a suo dire, non soddisfa pienamente.
    In molti si trovano d’accordo con lei: chi non si troverebbe in difficoltà a dover tradurre semplici parole come “feel” o “shake” laddove i corrispondenti vocaboli italiani “sentire” e “muovere” lascerebbero piuttosto a desiderare?
    Lasciando ai posteri l’ardua sentenza è indiscutibile il fatto che, già dopo una prima rapida lettura, il testo di “heaven out of hell” arriva dritto al cuore del lettore, sia quest’ultimo un intenditore di lingua inglese o sia un perfetto profano: elisa riesce sempre a farsi capire!
    Irene Vecchiotti






    IL PARADISO DALL’INFERNO
    Come dichiarato dalla stessa cantante,questo testo così forte e pregno di significato è dedicato a sua madre;sono parole commoventi che arrivano dritte al cuore,un messaggio disperato di una figlia che esorta la madre a reagire,che cerca di convincerla del fatto che si può avere di più,che si può arrivare alla felicità,basta combattere per ottenerla. Elisa descrive una persona stanca e demotivata,che ha creato con le sue stesse mani una prigione fatta di sogni e di illusioni. Una donna intrappolata in un limbo,condannata a convivere con una sensazione di perenne soffocamento,ma che preferisce chiudersi a chiave nella sua gabbia piuttosto che affrontare la dura realtà,che per lei è solo sinonimo di delusioni e sofferenze. La cantante sembra quasi non tollerare l’atteggiamento della donna,quasi come se lo considerasse una manifestazione di debolezza,un capovolgimento dei ruoli che una figlia non può sopportare. “ Fai nascere il paradiso dall’inferno, fallo ora.Ti sei imprigionato in te stesso contando disperatamente i giorni che ti separano dalla tua libertà?L’unica cosa che devi fare è scuotere la tua anima se davvero
    ami,piangere per ciò a cui tieni,emozionarti perché sei vivo….”. Questa canzone ha un testo semplice quanto profondo,si arriva al punto focale senza passare per inutili giri di parole:”Non sarà scalando le stesse impervie montagne che riuscirai a salire più in alto.Stai scappando da te stessa,non puoi far finta di niente,nascondendoti nel posto in cui non vorresti mai trovarti.”Elisa lancia un messaggio a tutti coloro che ascolteranno la sua canzone:nella vita bisogna saper rischiare,avere il coraggio di mettersi in gioco,perché ogni emozione vale la pena di essere vissuta,positiva o negativa che sia. Tutto dipende da noi,il nostro vero nemico è nella nostra mente,spesso respingiamo la felicità convinti di non meritarla e ci limitiamo a sopravvivere Si deve lottare contro i propri demoni,le proprie angosce,imparare dagli errori commessi,sperimentare,provare,assaporare tutto ciò che la vita ha da offrirci e lasciare che la felicità finalmente possa arrivare anche da noi
    ..Nei momenti di sconforto mi dedico sempre questa canzone: ha un qualcosa di magico;sarà che a cantarla è quel dolce folletto dalla voce fatata e sublime,sarà che solo leggendo il titolo trovo la forza per reagire,ma con me funziona davvero,e oggi volevo regalarla a tutti voi.
    Sabrina Morelli



    Sai cosa è successo oggi?              

    Hai un momento Dio?

    Fiorella Mannoia  in "Onda tropicale" - 2006

    Vivo!

    Precario, provvisorio, dispersivo
    erroneo, transitorio, transitivo
    effimero, fugace e passeggero.
    Ecco qui un vivo
    ecco qui… un vivo.
    Impuro, imperfetto,

    impermanente
    incerto, incompleto, incostante
    instabile, variabile, emotivo.
    Ecco qui un vivo
    ecco qui…
    E affrontando
    il traffico, del traffico equivoco
    il tossico, del transito nocivo
    la droga e l’indigesto digestivo
    il male che minaccia il corpo vivo
    la mente, il mal dell’ente collettivo
    il sangue, il mal del sieropositivo.
    E affrontando queste realtà…
    Il vivo afferma, fermo, affermativo
    “Quel che vale davvero

    è restar vivo”.
    Vivo… è esser vivo.
    Sospeso, non perfetto,

    non completo
    non soddisfatto mai,

    né mai contento
    così incompiuto e non definitivo.
    Ecco qui un vivo
    …eccomi!

     

    “Precario, provvisorio, transitorio, transitivo, effimero, fugace e passeggero”: è la situazione dell’uomo, viandante e nomade, sempre costretto a piantare “oltre” la sua tenda. È una verità biblica. Emblematica è la figura di Abramo che, chiamato da Dio a lasciare la sua terra e la casa di suo padre, intraprende un viaggio che lo porterà a spostarsi continuamente verso “l’oltre” di Dio (Gn 12,1-9). La società di oggi è in continuo mutamento e questa instabilità la viviamo sulla nostra pelle (precarietà e mobilità nel mondo del lavoro…). È importante imparare a metterci sempre in gioco, ad aprirci al nuovo e a ridefinire noi stessi per affrontare con coraggio e consapevolezza ogni nuova situazione. “La vita, infatti, non è un cammino semplice e lineare lungo il quale possiamo procedere liberamente e senza intoppi, ma piuttosto un intricato labirinto attraverso il quale dobbiamo trovare la nostra strada. Spesso smarriti e confusi, talvolta imprigionati in un vicolo cieco. Ma sempre, se abbiamo fede, si aprirà una porta: forse non quella che ci saremmo aspettati, ma certamente quella che alla fine si rivelerà la migliore per noi” (A. J. Cronin).
    “dispersivo, erroneo, effimero”: quante energie sprechiamo a rincorrere cose inutili lasciandoci ipnotizzare da ciò che è sensibile, materiale, immediatamente gratificante! La ricerca del piacere, assunto a valore assoluto, guida le relazioni sociali, la vita familiare, lavorativa, il tempo libero… È importante unificare la vita, su un punto fermo che ne sia il “centro di gravità permanente”, che dia senso a quello che facciamo. Senza un “centro” la vita si disperde in mille rivoli.
    “Impuro, imperfetto, impermanente”: è la nostra condizione di creature fragili, deboli. Il male, il peccato sono dentro di noi. Nessuno è perfetto: “Signore, non chiamare in giudizio il tuo servo perché nessun vivente davanti a te è giusto” (Sal 143,2). La consapevolezza dell’imperfezione non deve condurci all’immobilismo né alla rassegnazione ma deve diventare il primo passo per dare una sterzata alla nostra vita. L’esperienza di s. Paolo ci è di esempio quando dice: “Se uno vive in Cristo è una creatura nuova, le cose di prima sono passate, ne sono nate di nuove” (2Cor 5,17).
    “affrontando il traffico… il tossico… la droga… il male che minaccia il corpo vivo… il sangue”: la vita quotidiana ci pone problemi enormi. Il traffico congestiona le città e inquina, mettendo in pericolo la salute; la schiavitù della droga distrugge tante giovani vite e la serenità delle loro famiglie; le malattie, lievi o molto gravi, sono una minaccia al nostro corpo…
    “Quel che vale davvero è restare vivo”: tra queste realtà è importante non mollare e difendere a tutti i costi il grande valore della vita, di ogni vita. La qualità della vita fisica potrebbe essere migliore se ci impegnassimo a non sprecare risorse e a condividerle, a trovare fonti di energia meno inquinanti, a combattere le dipendenze da droga e alcool, a garantire a tutti, soprattutto ai Paesi poveri, il diritto alla cura e alla salute… Anche la vita spirituale potrebbe migliorare dedicando più tempo alla nostra interiorità, più spazio alla formazione personale, alla preghiera…
    “…non soddisfatto mai, né mai contento così incompiuto e non definitivo”: siamo sempre alla ricerca della pienezza, della felicità. La tensione verso “l’oltre” è profondamente radicata in noi e ci accompagna per tutta la vita. Molte cose possono darci il senso della felicità, ma la felicità non è fatta di soddisfazioni superficiali o di cose materiali, e non è neppure una questione di soldi. Molti, pur avendo tutto, non sono veramente felici. Il denaro, da solo, non ha mai fatto felice nessuno! La felicità ha radici più profonde, se la cerchi sforzati di vivere una vita spirituale autentica, impara a mettere Dio al centro delle tue scelte perché solo Lui può colmare la tua sete di felicità. E non è un’impresa impossibile o riservata a pochi...
    S. Agostino è un esempio: dopo aver inseguito per 30 anni la felicità nei piaceri della vita, rimanendone profondamente deluso, arriva a dire: “Signore, tu ci hai fatti per te e il nostro cuore trova pace solo quando riposa in te”.

       

     

    Per riflettere

    * La vita, le situazioni ti chiedono di “ridefinirti”: come affronti le novità?
    * Cosa guida la tua vita: il piacere,
    l’avere, il dare, il condividere, la ricerca di te stesso, la fede in Dio?
    * Oltre a curare la vita materiale, curi anche la qualità della vita spirituale? Sai coltivare la tua interiorità?
    * Dove cerchi la tua felicità?



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    Sai cosa è successo oggi?

    QUANDO FINISCE IL MALE

     
    QUANDO FINISCE IL MALE (RENATO ZERO)

    Ecco che spunta il male
    anche da una carezza può
    sprigionarsi e degenerare
    a volte basta un no.

    E come cresce il male
    con futili bugie
    se la fiducia brilla
    di strane fantasie.

    Il male ci allontana
    qualunque male sia
    e se arrivasse all'anima che guaio amica mia.
    La forza di un sorriso
    certo ci guarirà
    anche se il male con il buio un'intesa stringerà.

    E su, e su, e su,
    non cedere
    non puoi permettergli di vincere.
    Male è, il male che tu fai a te.
    Soli, soli mai...
    Quando finisce il male
    siamo più forti noi.

    Tocca pure ai giganti
    di piegarsi davanti a lui
    il male non ti risparmi
    qualunque faccia hai.

    Ma teme le alleanze
    e sfugge l'unità
    per questo se incontra amore
    ui si polverizzerà.
    Tenta di indeboire
    ogni difesa tua.
    E' a rassegnazione il peggiore male che ci sia.

    E su, e su, e su,
    aiutiamoci
    ci sentiremo meno inutili
    su e su finchè si può
    c'è ancora tanto mondo sai
    ma soli mai!
    Quando finisce il male
    quanto più amore in noi.

     

    Un pezzo di questa canzone mi è arrivata da un mio amico tanto tempo fa e l'ho vista rileggendo i vecchi messaggi dei miei amici... lo faccio quando voglio un po' di luce... e mi ha colpito particolarmente e allora l'ho cercata e eccomi qui a commentarla, a dire ciò che ha suscitato in me... Parla del male, ma ci sono penso delle frasi veramente bellissime ad iniziare da quando dice che il male può spuntare anche da una carezza, strana idea, insomma in genere la carezza è intesa sempre come senso positivo. Non so esattamente cosa intenda Renato Zero, ma a me vengono in mente due tipi di carezze negative, quelle false, quelle che non sono vere, quelle che servono più che altro per ingannare, per illudere, ma forse ancora di più il fatto che il bene non è sempre fatto di carezze, a volte le cose vanno anche dette con forza, con energia ribadite, proprio perchè importanti, insomma anche Gesù a rivoltato i banchi di coloro che profanavano la casa di Dio, non ha usato sempre carezze... "E come cresce il male con futili bugie" bellissima questa, anche perchè mi sembra che la bugia spesso non sia più neanche considerata tanto un male, invece significa ingannare il nostro prossimo, significa annunciare il contrario di ciò che dovremmo annunciare, noi che ci diciamo annunciatori della Verità, non possiamo vivere di menzogne... "Il male ci allontana, qualunque male sia... male è, il male che tu fai a te" anche questa mi piace tantissimo. Perchè bisogna evitare il male? Perchè abbiamo scelto di seguire il bene, e di portare il bene al mondo, ma anche perchè se noi facciamo il male siamo noi i primi a rimetterci, per questo ci allontana da Dio il male, non perchè Dio si allontani da noi, lui anzi immagino che come la pecorella smarrita mi viene a cercare ogni volta che fuggo, ma il problema è che sono io che dal Bene, da Dio, mi volgo al male e allora non lo vedo più e mi allontano da lui... Male è quindi soprattutto quello che facciamo a noi, questo contenuto della canzone mi affascina veramente. La parte più grave del male che facciamo non sta nell'atto esteriore, ma nell'interno di noi, nel nostro volgerci al male, volgersi dalla parte opposta di colui che ci dà la felicità... Masochisti? eh un po'... Il male non risparmia nessuno poi dice la canzone, tutti devono affrontarlo e decidere di seguire il bene, anche i santi l'hanno affrontato e ce lo troviamo davanti ogni momento in modo che possiamo dire un si continuo al bene e un rifiuto continuo del male. Ma il male così forte a volte, difficile da superare, può essere vinto? Renato propone un sorriso come esempio di qualcosa che vince sul mare, la forza di un sorriso farà luce sul suo buio, a me è successo, il sorriso di chi credeva in lui, mi ha portato al corso e mi ha portato a fare luce nel mio buio. E poi forse c'è il pezzo più bello... il male è divisione, per questo fugge le alleanze, fugge le unioni, fugge l'amore, perchè vincono, perchè lo distruggono, lo disintegrano, Renato dice che l'amore lo "polverizzerà"... Il male continua a cercare di indebolirci, al contrario del bene che ci rafforza e così Renato dice che il peggiore male è la rassegnazione e forse ha ragione, è quella che manca di uno dei più grandi doni del cristiano, uno dei più grandi regali che gli ha portato Gesù in pieno: la speranza. La disperazione, la rassegnazione, sono privi di una via di uscita, si è chiusi dentro un buio che non ha brezze per far entrare un filo di luce che riporti speranza... "aiutiamoci, ci sentiremo meno inutili", la gioia del servire, una convivenza che stiamo organizzando avrà come titolo proprio questo la gioia del servire... Ci sentiremo meno inutili, qui si che realizzeremo noi stessi, nel servizio nell'aiutarci l'un l'altro e nel crescere l'ul l'altro... quando finisce il male il nostro cuore si riempie di amore, e l'amore è gioia, e questo ci dona la felicità... penso sia veramente stupenda questa canzone...



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    UN PARAGONE ARDITO

    Tourniquet

     

    Artista: Evanescence
    Titolo: Tourniquet
    Titolo Tradotto: Laccio Emostatico

    Ho provato ad uccidere il dolore
    ma ne ho solo attirato dell'altro
    giaccio morente
    e sto versando rimorsi e tradimenti rosso sangue
    sto morendo, pregando, sanguinando e urlando
    sono troppo persa per essere salvata?
    sono troppo persa?

    il mio Dio, il mio laccio emostatico
    restituiscimi la salvezza
    il mio Dio, il mio laccio emostatico
    restituiscimi la salvezza

    ti ricordi di me?
    perduta per così a lungo
    sarai dall'altra parte
    o ti scorderai di me?
    sto morendo, pregando, sanguinando e urlando
    sono troppo persa per essere salvata?
    sono troppo persa?

    il mio Dio, il mio laccio emostatico
    restituiscimi la salvezza
    il mio Dio, il mio laccio emostatico
    restituiscimi la salvezza

    Voglio morire

    il mio Dio, il mio laccio emostatico
    restituiscimi la salvezza
    il mio Dio, il mio laccio emostatico
    restituiscimi la salvezza......................
     
     
    Tratta da Fallen, l'album che ha lanciato gli Evanescence, questo testo vive di un paragone ardito, ma interessante. Dio è paragonato al laccio emostatico, vista così sembra quasi una bestemmia..........ma se leghiamo queta affermazione alla prima parte del testo, ci accorgiamo che "Amy lee" scrive: sono troppo persa per essere salvata?
    E' un canto di disperazione di una persona che prova ed ha provato tanto dolore, è disperata......penso : si è infilata nel mondo delle siringhe...........Allora il laccio emostatico è la salvezza poichè evita l’emorragia....... Certo avrebbe potuto trovare altri paragoni per descrivere la salvezza, è cmq un tentativo interssante.


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    MALEDETTE MALELINGUE

     
     
    Maledette malelingue
    Ivan Graziani & Camaleonti
    (1994)
     
    Lo sai cosa fa
    lo sai con chi va
    e con chi si vede
    il pomeriggio dopo palestra
    verso le sei
    lei sale da lui
    all'ultimo piano
    lei va da quell'uomo
    un uomo maturo
    si dice sposato
    tanto più grande di lei
    Ma cosa faranno ma cosa diranno
    per più di due ore
    si toccheranno si baceranno
    ah! se suo padre sapesse
    qualcuno di noi
    con un po' di coraggio
    glielo devo dire
    e che diamine qua
    ci vuole sicuro un po' di moralità
    Ma la gente non lo sa che...
    Federica ha quindici anni
    anche se una donna è
    così la gente vede il male
    anche dove non ce n'è.
    Lei sta coi grandi e non frequenta
    quelli della sua età.
    Oh! maledette malelingue
    la gente la distruggerà
    la gente la distruggerà
    SI dice che sì
    si dice che no.. Hhuh...
    Ma! Vedrai vedrai vedrai
    qualcosa ci sarà
    metti la paglia sul fuoco
    e un incendio poi scoppierà
    lui l' hanno cacciato allontanato
    in un'altra città
    E si dice che a lei
    suo padre le ha date
    di santa ragione
    adesso sta chiusa in casa
    e per un bel pezzo non uscirà
    con un po' di coraggio
    certe puttane vanno punite
    e che diamine qua
    ci vuole sicuro un po' di moralità
    ma la gente non lo sa che...
    Federica ha quindici anni
    anche se una donna è
    così la gente vede il male
    anche dove non ce n'è.
    Lei sta coi grandi e non frequenta
    quelli della sua età
    Oh! maledette malelingue
    la gente la distruggerà
    Oh! maledette malelingue
    la gente la distruggerà
    la gente la distruggerà...
     
    Le malelingue, una canzone di protesta contro la gente che è pronta a fare giudizi affrettati "Così la gente vede il male anche dove non ce n'è!" Per noi cristiani non è una rivelazione anche Gesù ha detto di non giudicare! Non è solo questo però questa canzone ci lascia un altro messaggio non credere a qualunque voce cattiva! Le cose vengono cambiate passando di voce in voce oppure una persona molto sospettosa potrebbe vedere in un normale gesto qualcosa di negativo! Così si fantastica e la studentessa che va a casa di un uomo sposato fa scatenare la gente pronta a fare già la trama della realtà! Una realtà che può essere diversa dal film che loro hanno ideato nella loro mente! Difficile giudicare in pieno le persone perchè dovremmo conoscerle anche dentro conoscere quello che pensano quello che hanno passato, e questo lo può sapere solo Dio!


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    EVANESCENCE INFO

    Storia del gruppo

    Gli inizi

    Il gruppo fu fondato dalla vocalist Amy Lee , dall'ex chitarrista Ben Moody e dall'amico David Hodges. I primi due si sarebbero incontrati in un campo giovani in Arkansas, dove Moody ascoltò Lee suonare I'd Do Anything For Love (But I Won't Do That) di Meat Loaf al piano; ma Amy Lee ha recentemente smentito, in un'intervista rilasciata a Rolling Stone: "Basta con quella diceria, non ho mai suonato pezzi di Meat Loaf e non credo lo farò mai. Non sarei qui se le canzoni non sapessi scriverle da sola"Avrebbero poi scoperto di condividere una passione per Jimi Hendrix e Björk, iniziando così a scrivere canzoni insieme.

    Per un po' di tempo non trovarono altri musicisti con cui suonare e, non avendo i fondi necessari a pagare un'assistenza professionale, non poterono esibirsi dal vivo. Comunque una delle loro canzoni, intitolata Understanding trovò posto nelle classifiche locali, e fece lievitare le richieste di esibizioni dal vivo. Quando finalmente la band riuscì ad esibirsi, diventò una delle più popolari della zona.

    La band prende il nome dalla parola evanescenza, che è comunemente definita come "lo stato o l'atto di svanire". Inizialmente considerata da molti parte della scena del rock cristiano - e per un breve periodo di tempo promossa nei negozi cristiani - la band si è allontanata da tale classificazione.

    Il loro primo album, Origin (2000) pubblicato dalla BigWig Enterprise , è relativamente sconosciuto; precedentemente pubblicarono alcuni EP, nel 1998 e 1999, anch'essi meno conosciuti, comunque molto ricercati dai collezionisti.

    Gli EP contengono le versioni demo dei pezzi contenuti nei loro successivi album. Comunque, Amy Lee stessa non li considera dei veri album, quanto piuttosto un insieme di demo (alcune delle quali, afferma, non hanno un'esecuzione perfetta) che furono inviate a case discografiche. In risposta, durante un'intervista, Lee ha incoraggiato i fan a scaricare le canzoni più vecchie della band tramite Internet.

    Il dibattito sul loro genere

    Parte dei fan e della critica sostiene che le canzoni della band possano essere inquadrate nel genere gothic rock, ed in parte è vero, in parte si delinea una inquadratura pop. Molte di queste canzoni si concentrano sui momenti negativi della vita e su temi oscuri, come l'amore perduto, la solitudine e la morte. Il pianoforte gioca un ruolo importante nella maggior parte dei loro pezzi.

    Alcuni critici hanno accusato gli Evanescence di non essere dei musicisti gothic metal ma piuttosto una band che suona pop. Amy Lee comunque non dà molta importanza a quelle che ritiene etichette, e rifiuta di categorizzare e mettere dentro uno schema definito la musica della band, credendo che gli Evanescence abbiano "un suono unico".

    Da alcune riviste di settore sono spesso paragonati ad alcune band nu metal, ma alcuni fan trovano questa comparazione riduttiva perché si basa solamente sul loro primi due singoli, "Bring Me To Life" e "Going Under". Gli Evanescence sono anche stati paragonati anche a gruppi come i Lacuna Coil, i Nightwish e i Within Temptation, che hanno donne come vocalist e che sono anch'essi generalmente annoverati nel genere gothic. Nonostante il vecchio genere gothic sia prettamente inquadrato nel New Wave.



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    Un testo coraggioso sulla violenza sessuale

    IL FIGLIO DEL DOLORE (A.Celentano)

    Tu mi sfondavi col tuo corpo mentre due dei tuoi si divertivano a tenere larghe le mie gambe e ogni volta che spingevi con rabbia lo facevi mentre di dentro morivo dal dolore! Con uno straccio in bocca fermavi le mie grida e quando poi esausto da me sei uscito a turno i tuoi compagni han ricominciato tu ridevi mentre sanguinavo! La tua malvagita nel mio grembo morirà perchè è proprio dal mio grembo che rinascerai, e mentre in cuor mio per sempre morirai come un fiore dal mio grembo tu rinascerai!

    Tu vuoi far nascere colui che giudicherà chi violentò la mamma sua nel giorno che lo concepì io guardarlo non potrò se un dì mi chiamerà e mi racconterà che lui è figlio mio, lui mi disprezzerà e io maledirò il giorno che la madre mia mi partorì e mi abbandonerà e non avrà pietà per le lacrime che io verserò!

    Tu gli racconterai che tu non eri tu ma solo il frutto di quell'odio di chi amare non sa, figlio mio gli dirai la mia malvagità morì quel giorno che nascesti nascesti tu e gli dirai che tu pagherai i tuoi crimini di fronte agli uomini e poi davanti a Dio, così lui capirà che il suo vivere è il seme di un amore che germoglierà e l'odio finirà solamente se gli uomini sapran risorgere dentro di se! E l'odio finirà solamente se gli uomini sapran risorgere dentro di se! E l'odio finirà solamente se gli uomini sapran risorgere dentro di se! E l'odio finirà solamente se gli uomini sapran risorgere dentro di se! E l'odio finirà solamente se gli uomini sapran risorgere dentro di se! L'odio finirà solamente se gli uomini sapran risorgere dentro di se! L'odio finirà solamente se gli uomini sapran risorgere dentro di se!

    "E l'odio finirà solamente se gli uomini sapran risorgere dentro di se!" la frase finale ripetuta così fino a smorzarla piano piano dopo una canzone che tiene il fiato sospeso, l'immagine è chiara la violenza peggiore di tutte il rovinare la cosa più dolce che esista l'amore, pensate alle volte che anche noi gli togliamo la dolcezza l'amore lasciandolo solamente frutto di piacere, magari solo a parole ma lo rendiamo un piacere personale e non il frutto della dolcezza dell'amore, rovinando così le cose belle come spesso siamo abituati a fare! Rendendo ridicolo chi difende la pace e facendo monumenti ai grandi combattenti a chi con la forza si fa rispettare! C'è come una sorta di odio verso il bello verso la dolcezza! Una canzone bellissima ci porta a vivere questa storia, la violenza degli uomini che pensano al piacere di loro stessi che cercano piacere nella violenza e non nell'amore e compiono un atto che è tra i peggiori frutti dell'odio che si possa avere! Ma da questo atto nascerà un bambino figlio della violenza porterà amore! Figlio della violenza la fermerà, figlio della violenza la vincerà!  "mentre in cuor mio per sempre morirai come un fiore dal mio grembo tu rinascerai!"! E poi c'è quest'altra frase stupenda "tu non eri tu ma solo il frutto di quell'odio di chi amare non sa" tutti noi siamo destinati a essere amore ma no era oscurato dall'odio quell'amore e quindi un frutto di quell'odio di quel ripudio verso l'amore! E' davvero una canzone piena di sentimento parla della malvagità dell'uomo che riesce a essere peggiore degli animali ma poi c'è la speranza come in ogni canzone dove c'è secondo me,un messaggio Cristiano ed è il futuro questa speranza "E l'odio finirà solamente se gli uomini sapran risorgere dentro di se!"! Il sottofondo musicale è quello della guerra quale migliore esempio di odio? Ma anche qui c'è la speranza, la speranza del cristiano!

     

    bel testo

    Dedicato a tutti quelli che non riescono ad uscire dalla rete di desideri che altri hanno proiettati su di loro.
     
    bel testo.........ed anche discreta musica ....la ascoltate sul mio blog
     
    Artista: Linkin Park
    Titolo: Numb
    Titolo Tradotto: Intorpidito
    Mi sono stancato di essere ciò che desideri io sia
    Sentendomi così sleale, perso sotto la superficie
    Non so cosa ti aspetti da me
    mi tieni sotto pressione per assomigliarti
    (Intrappolato nella risacca, esattamente intrappolato nella risacca)
    ogni passo che faccio è un altro errore per te
    (Intrappolati nella risacca, noi siamo esattamente intrappolati nella risacca)
    Sono diventato così intorpidito
    Non riesco più a sentirti lì
    Diventato così stanco
    Così tanto più consapevole
    di quel che che sto diventando
    Tutto quello che desidero fare
    è essere più come me
    e meno come te
    Non vedi che mi stai soffocando
    Tenendomi troppo stretto, per la paura di perdere il controllo
    Perchè quello che hai pensato io potessi essere
    E' crollato esattamente di fronte a te
    (Intrappolati nella risacca, noi siamo esattamente intrappolati nella risacca)
    ogni passo che faccio è un altro errore per te
    (Intrappolati nella risacca, noi siamo esattamente intrappolati nella risacca)
    E ogni secondo che spreco è più di quelli che mi posso permettere
    Sono diventato così intorpidito
    Non riesco più a sentirti lì
    Diventato così stanco
    Così tanto più consapevole
    di quel che che sto diventando
    Tutto quello che desidero fare
    è essere più come me
    e meno come te
    E so che potrebbe darsi che anche io fallisca
    ma so che tu eri esattamente come me
    Con qualcuno deluso da te
    Sono diventato così intorpidito
    Non riesco più a sentirti lì
    Diventato così stanco
    Così tanto più consapevole
    di quel che che sto diventando
    Tutto quello che desidero fare
    è essere più come me
    e meno come te
    Sono diventato così intorpidito
    Non riesco più a sentirti lì
    Mi sono stancato di essere ciò che desideri io sia
    Sono diventato così intorpidito
    Non riesco più a sentirti lì
    Mi sono stancato di essere ciò che desideri io sia

    Info su Taizè

    A chi servissero nuovi moduli di Taizè consiglio questo sito
     
     
    si possono ascoltare parecchi pezzi oppure comprare il cd
     
     
    Hola Buona Domenica