Davide's profileIL LOGGIONEPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
Fermati sul monteLA VIA DEL NULLA il disegno di San Giovanni ![]() Una montagna stilizzata come immagine del viaggio di trasformazione: è la montagna che Giovanni della Croce disegna per lasciare una mappa indicativa al nostro cammino. Sulla montagna egli disegna tre vie: le due vie esterne, una dei beni del mondo e una dei beni spirituali, non raggiungono la cima, si arrestano e si perdono prima. Soltanto la via centrale del nada raggiunge la vetta. In alto una scritta: “Per possedere tutto, non possedere niente”. La nostra umanità ci dice che siamo stati creati per possedere tutto, conoscere tutto, essere tutto. Eppure noi non arriveremo ad avere tutto, se pensiamo che una parte della creazione di Dio sia in grado di soddisfare questa nostra fame di TUTTO. L'invito allora a uscire dalla logica del possesso e ad entrare nella logica del dono altro non è che il segreto incoraggiamento a non cercare mai qualcosa per noi... Nel dono ci siamo per intero! Quanti nelle strade della vita cercano e "comprano" la gioia a qualunque prezzo finché il cuore,spinto da insaziabile desiderio, resta intrappolato e ferito. Non le consolazioni della terra, né le consolazioni dello spirito conducono alla vetta del monte che è Cristo! perché nell'uno e nell'altro sentiero si cerca comunque la soddisfazione di sé. L'unico sentiero che conduce a lui è quello del nada... Niente! Nessun vincolo che tenga prigioniero, neanche l'affetto più sacro perché se un affetto stringe e non lascia andare, come può chiamarsi amore? Nada... Libero da tutto e da tutti, sarò teneramente unito a tutto e a tutti nella misura in cui Cristo sarà il mio unico Bene e in Lui tutto sarà finalmente mio! 5 GB di spazio, filtro anti spam e interfaccia personalizzabile GRATIS per te! Windows Live Hotmail Dalla Parola del giorno
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Oggi, nel mio rientro al cuore
chiederò allo Spirito Santo di capire più a fondo l'assoluta necessità della
preghiera. In essa Dio desidera ardentemente lasciarsi vincere dall'uomo, da
me, così come si lasciò vincere da Giacobbe nella notte in cui Egli lottò con
lui, al guado del fiume. Raccolto in preghiera levo a Dio tutto il desiderio e
l'ansia del mondo attraverso il cuore di Gesù e il suo sacrificio di infinita
intercessione. "Dio non si sbaglia. Sa che
il gemito del mondo che ascolta in chi prega è il proprio soffio, lo Spirito
Santo ch'Egli ha effuso nella sua creatura e che ora respira e geme nei
cuori" André
Louf
Con Windows Live Messenger condividi file senza limiti di peso! Windows Live Messenger Meditiamo sul dipinto di Rembrandt: IL MISERICORDIOSO
Non è una vera e propria icona, è una pagina di S. Scrittura scritta col dipinto anziché con le parole. È utile sapere che Rembrandt, nato ad Amsterdam nel 1606, ha composto più di 2000 opere, la maggior parte di ispirazione religiosa. Egli era Ebreo, quindi la Bibbia era suo pane quotidiano; l’ha scrutata, ha vibrato in modo straordinario di fronte alla realtà spirituale e l’ha lasciata trasparire dai suoi dipinti. Quel che immediatamente colpisce, nel dipinto, è la luce, che ha la sua sorgente nell’intimo dei personaggi. Il volto del Padre è sofferente, trasfigurato dall’amore; non vede più a forza di aspettare, scrutare l’orizzonte, forse anche a causa di molte lacrime. La figura del Padre chino sul figlio, la curva che disegna, domina la scena, ci consegna una maestà dolce, materna. Il figlio si modella dentro questo arco, come fosse il seno materno. Padre e Madre nello stesso tempo, che rigenera col calore del suo amore il figlio. Guardiamo le mani: esprimono ciò che la parola non dice; c’è accordo tra volto e mani: esprimono amore, appoggio, sollecitudine, fermezza, sicurezza. Notiamo la differenza: la sinistra è affusolata femminile materna; la destra è forte maschile paterna. Mani che avvolgono in un abbraccio il loro figlio: Mani della creazione che rinnovano il mistero della vita. Il figlio ha la nuca pelata, assomiglia terribilmente a quella di un deportato, uno spogliato, l’escluso, chi conosce fino in fondo il dramma della sofferenza umana. È incurante di tutto, nascosto nel cuore del Padre, sembra ascoltare solo il respiro del cuore del Padre. Notiamo la luminosità sulla fronte del Padre, scende in verticale sul capo, sul collo, su tutto il corpo del figlio: lo permea della sua sostanza. Il piede ci ricorda il lungo cammino del ritorno: I sandali sono usati, consumati, di uno che viene da lontano. Ora eccolo, scalzo… Ma il Padre ha già pronta la veste, e l'anello..... I colori: 2 dominanti: il giallo oro (luce, irradiazione, vita donata) Il rosso (amore, calore, donazione) Il manto rosso porpora sulle spalle del Padre richiama il Salmo 32 "Il tuo amore mi avvolge come un manto" Le emoticon compiono 25 anni!...e Messenger te le ragala! 25mo anniversario delle emoticon Fermati sul monte![]() Distacco dal mondo: quale significato per noi oggi? Al Carmelo la parola "distacco" è pane quotidiano. Ma cosa si intende per distacco? Distanza? Rinuncia? Categorie queste sempre meditate come via privilegiata per raggiungere Dio. No! La tradizione carmelitana non evoca il distacco dal mondo. Essa evoca una giusta relazione con il mondo di Dio. Il coinvolgimento con il mondo è un ostacolo alla relazione con Dio? No! Al contrario! è nel mondo di Dio che Dio si incontra. I cuori che sono usciti dal mondo per cercare appagamento e nella loro ricerca si sono dispersi e frammentati hanno bisogno di sostare per capire. Inseguendo i desideri del suo cuore nei possessi e nelle relazioni che possono incontrare l’intensità di questi desideri,il cristiano inizia a fare esperienza di questo arresto che c’è nella vita. È una situazione di deterioramento per la quale il mondo e il cristiano sono attaccati così fortemente da avere una vita schiacciata al di là delle aspettative. Questo è il cristiano che si è conformato agli idoli, non trasformato in Dio. nto è la passione. Noi siamo venuti per realizzare ciò a cui siamo spinti in un modo o in un altro, eParlando di attaccamento forse è bene parlare di passioni. Soltanto la grazia di Dio può renderci liberi dalle nostre passioni. Uno potrebbe essere spinto a cose evidentemente distruttive, ma un altro potrebbe essere spinto a cose buone come la Chiesa, le pratiche religiose, la propria famiglia, o anche a Dio per essere Dio. Noi continuiamo a chiedere alla creazione di Dio ciò che soltanto Dio può dare. La nostra tradizione insiste che nada (niente), nessuna parte della creazione di Dio, può essere sostituita a Dio. Soltanto colui che è nada (non una cosa, ma ogni cosa) può essere cibo sufficiente alla nostra fame. Crea GRATIS i tuoi biglietti da visita su Windows Live Messenger! Il Vangelo di oggiMarta e Maria, ci invitano alla vera accoglienza di Gesù.
+ Dal Vangelo secondo Luca Due accoglienze ispirate da diverse motivazioni. Guardiamo allora a questa scena, che si svolge nell'ambito di un focolare domestico. Gesù che entra in una casa ed in una famiglia e vuole partecipare attivamente alla loro vita. Gesù è l'ospite di riguardo; è un ospite che però non vuole imporre la sua autorevolezza ma la vuole dimostrare proprio in questa partecipazione familiare. In questo atteggiamento di Gesù possiamo cogliere le motivazioni delle due diverse accoglienze. Maria si pone ai piedi di Gesù, nel tipico atteggiamento della discepola. Ella non si è fatta ingannare dall'atteggiamento umile di Gesù, riconoscendo in Lui il vero Maestro. Marta, da sua parte, vede in Gesù il suo Signore e per questo vuole servirlo. Maria vuole essere servita da Gesù, per il nutrimento della sua anima; Marta vuol servire Gesù per il nutrimento del corpo del
Signore. Marta e Maria hanno la stessa fede in Gesù e vi riconoscono non solo l'amico fidato ma il loro vero Signore. Entrambe riconoscono, in un certo modo questa divinità di Gesù che si mostra nella sua umiltà e nell'accoglienza fraterna: arrivano nel cuore della fede cristiana, la fede rivelata ai piccoli e ai semplici. Una fede, però vissuta in due modi diversi che non possono essere letti in contrapposizione ma in modo complementare. Marta che preferisce curare la parte umana nel suo Signore e Maria che invece è volta più alla contemplazione fruttuosa. Anche la tensione che il brano evangelico rivela tra le due sorelle può essere spunto di interesse per noi. La fede è vissuta nella nostra quotidianità ed in lei dovremmo poter riporre i nostri problemi. La risposta di Gesù è poi particolarmente significativa. Egli non interviene nel merito della questione e non fa arbitro tra le due
sorelle. Gesù è interessato ai cuori e vuol sanare quelli che vede in affanno. Rivolgiamoci a Gesù per chiedere, ispirati dalla sua Parola, la tranquillità del cuore, per affrontare la vita. Passa a Windows Live Hotmail: per te GRATIS 5 GB di spazio! |
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